FARFALLE SUL VERDE

September 30th, 2017 by Pabuda

FARFALLE SUL VERDE

IDRIS DEI TAMBURI

September 30th, 2017 by Pabuda

Idris, se lo vedi

adesso sulla copertina  62d72-Power of soul x IDRIS DEI TAMBURI

del disco del Potere

dell’Animuccia

danzante, mistica

e rivoltosa…

pensi ch’è uno

di quei pazzi

della setta

islamista cosiddetta:

ha messo in copertina

la sua foto segnaletica

o il fotogramma sfocato

del video che il martire

con se stesso

in primissimo piano

ha girato

prima d’immolarsi

e far strage di credenti

un po’ diversi

in un terribile attentato:

oramai

abbiamo l’occhio abituato,

il cervello ben condizionato.

ma coll’orecchio stranisci –

colmo di gioia, di sollievo

e di groove stagionato –

ascoltando la prima pista

tra i solchi nascosta:

succede lo stesso

colla seconda,

la terza e alla quarta:

funky in swahili ritmato

con inserti e incisioni

di sax colorato:

soul jazz fatto tutto

di scosse & onde:

dai jazzisti integralisti

più d’un poco snobbato

ma, così, a occhio,

a orecchio, a spanne,

a giostra di anche,

pure ben poco halal:

Idris, al comando

del gruppo,

da dietro i suoi tamburi,

guida

la preghiera languida

dei corpi liberati

nella danza,

sorride, fa l’occhiolino:

sembra voler dire:

fratello, sorella,

non guardare

quel che appare!

semmai:

balla, suda, canta,

ammicca e carezza:

allarga l’anima:

god is in the house

tonight:

prenditi un angolino

di paradiso in terra:

nella bella bolgia

della dance hall!

finalmente: è la musica!

quella che mi dondola

e spinge,

mi tocca tra le gambe

e lungo i bordi dell’anima:

è roba bollente:

dritta dalla gran cassa,

dai piatti e dalle bacchette,

dalle mani e dalle mazze

dal rullante, dai tom,

dai timpani, dal charleston

del fratello dei tamburi,

che ha Idris nel nome

e il nome del Profeta

nel cognome.

..

3 assaggi:

Big Foot (1978): https://www.youtube.com/watch?v=8khIh3M_rZc

Peace: https://www.youtube.com/watch?v=ls0nFVV58Xg

See Saw: https://www.youtube.com/watch?v=KDEJf04S14I

CINQUE PEZZI NUOVI

September 30th, 2017 by Pabuda

Gene ha un’aria strana

durante l’ora d’aria:   GENE AMMON FINE AND MELLOW

quella degli altri:

finalmente, fuori

dalle palle:

sgombrano la cella

e Gene in un’ora scrive

cinque pezzi nuovi:

sullo sgabello,

compagnandosi

col saxo autorizzato

dal giudice ispettore

generale delle galere

dello stato,

dallo sbirro che l’ha

beccato.

la matita gli buca la carta

poggiata storta

sulla branda del guercio,

sulle gobbe della coperta.

il saxo rotola dal ridere

per il solletico

che gli fa l’aria:

calda, dai polmoni del Gene.

durante l’ora d’aria.

degli altri:

vengon fuori cinque pezzi

nuovi di pacca

da incidere:

appena fuori, a gridare:

the boss is back!

..

2 assaggi:

Jamming with Jug: https://www.youtube.com/watch?v=M5HbW5Ol3x8

Jungle Strut: https://www.youtube.com/watch?v=BEmEGMq7pO8

 

 

A FORZA

September 30th, 2017 by Pabuda

mi bruciano gli occhi   VECCHIA STANZA A SOQQUADRO

a forza di pensarti

per vedere

come davvero sei

ho la gola secca

a forza d’immaginare

quel che potrei dirti

se tu fossi qui con me

CON UNA SOLA T

September 29th, 2017 by Pabuda

dopo

un’estrazione dentaria   CAVADENTI del CARAVAGGIO x CON UNA SOLA T

uno…

(pronome completamente

indefinito

per indicazione aleatoria:

io, tu, lei, lui, chissà)

… si sa:

uno già  è prostrato

dalla nostalgia

per quel dente strappato

a viva forza

dal sadico cerusico:

colla lingua

ogni due per tre

misura il vuoto lasciato

dalla sottrazione.

sente pure un po’

di male e di disagio:

sangue, amaro in bocca:

come, al biliardo,

dopo un’imprevista

sconfitta.

così pensa di lenire

tutto il malessere

orale ed esistenziale

con un prodotto specifico:

se ne trova un avanzo

non scaduto

nel cesto dei medicinali

traslocati:

ci si fa un paio di sciacqui

con questo po’ di colluttorio:

si sente sollievo, si è contenti

ma il rimasuglio è minimo:

ne serve altro:

ci si reca in farmacia

col bugiardino che accompagnava

il flacone dell’efficace

farmaco da banco

residuato,

quel buon fondo di bottiglia

d’una volta:

lo si mostra al trafficante

in camice bianco:

c’è da fare: niente:

tale & quale, quel prodotto

sul mercato

oramai è inesistente:

ce n’è un altro, somigliante,

collo stesso principio attivo

al centro,

ma dissolto

in un liquido eccipiente

d’altro colore,

forse di gusto un po’ differente.

pimpanti, si corre a casa

per provarlo immantinente:

giusto un sorso

gargarizzandolo in bocca

tra dente e dente:

l’esperienza

è impressionante:

letteralmente devastante

per le gengive,

le mucose orali,

le piccole papille gustative.

si rimugina:

si scartabella l’archivio cerebrale

dei gusti e dei disgusti

ma una roba del genere

non risulta in alcuna ansa, o voluta:

in nessuna memoria registrata!

(cazzo!) cos’è ‘sta roba orrenda,

disgustosa, rivoltante?

non può essere il principio attivo:

nell’avanzo già consumato

non era mica così cattivo:

tutt’altro!

sarà il maledetto eccipiente

“un po’ differente”.

si consulta il bugiardino

per scoprire cos’è

ma spiegazione esauriente

non c’è.

non rimane che cercare

nell’internet:

più che altro, per curiosità:

il danno di cattivissimo gusto

ormai è fatto già.

dalla rete globale delle belinate

e delle informazioni

si viene a sapere

che la moderna scienza

dell’eccipienza

per coprire il sapore

di certi principi attivi

dei farmaci, considerato -

a ragione o a torto -

davvero insopportabile

(tipo clorexidina super,

per intenderci)

ha preso a sperimentare

qualche originale

e potente sostanza:

per esempio:

essenza…

di piscio di porco.

con ogni evidenza,

stavolta, s’è incappati

proprio in questa essenza

qui…

c’era da aspettarselo

da un colluttorio

scritto “collutorio”:

sull’etichetta

e sulla scatola:

con una sola “t”.

e adesso?

che si fa, adesso?

di certo

non lo s’usa più,

magari

lo si butta tutto,

di corsa, nel cesso,

nonostante il prezzo.

con qualche timore

per la resistenza

della ceramica

della tazza

e un’immagine da incubo

all’orizzonte:

milioni di galusci padani

che abbandonano

le fogne di Milano,

schizzando fuori

dai tombini

in men che niente

e gridando:

“Chi è lo stronzo,

il deficiente

che ha buttato

nel cesso

il costoso colutorio

col maledetto eccipiente!?”

..

(nell’immagine: Il Cavadenti, Caravaggio, olio su tela, Galleria degli Uffizi, Firenze)

OHIBÒ

September 25th, 2017 by Pabuda

Un profondo sentimento di tristezza mi ha colto, studiando Il Capitale, quando ho pensato che questo libro era, e chi sa quanto rimarrebbe ancora, affatto sconosciuto in Italia.  cafiero_carlo_1878
Ma se ciò è, ho poi detto fra me, vuol dire che il mio dovere è appunto di adoperarmi a tutt’uomo, onde ciò più non sia. E che fare? Una traduzione? Ohibò. Ciò non servirebbe a nulla. Coloro che sono in grado di comprendere l’opera di Marx, tale quale egli l’ha scritta, conoscono certamente il francese, e possono avvalersi della bella traduzione di J. Roy, interamente riveduta dall’autore, il quale la dice meritevole di essere consultata anche da coloro che conoscono l’idioma tedesco. E’ ben altra la gente per la quale io devo lavorare. Essa si divide in tre categorie: la prima si compone di lavoratori dotati d’intelligenza e di una certa istruzione; la seconda, di giovani che sono usciti dalla borghesia, e hanno sposata la causa del lavoro, ma che non hanno peranco né un corredo di studi né uno sviluppo intellettuale sufficiente per comprendere Il Capitale nel suo testo originale; la terza, finalmente, di quella prima gioventù delle scuole, dal cuore ancora vergine, che può paragonarsi a un bel vivaio di piante ancora tenere, ma che daranno i più buoni frutti, se trapiantate in terreno propizio. Il mio lavoro deve essere dunque un facile e breve compendio del libro di Marx.  COVER EDIZIONE ECONOMICA COMPENDIO

(da: Carlo Cafiero, Prefazione a Compendio del Capitale, 1887)

TRE SONO GLI ELEMENTI

September 24th, 2017 by Pabuda

Tre sono gli elementi del processo del lavoro: 1° forza del lavoro, 2° materia del lavoro e 3° mezzo del lavoro. Il nostro uomo del denaro, dopo la forza del lavoro, ha comprato sul mercato anche la materia del lavoro, cioè bambagia; il mezzo di lavoro, cioè l’opificio con tutti gli strumenti, è bello e pronto; e, per conseguenza, altro non gli resta a fare che mettersi la via fra le gambe per dare tosto principio all’opera.  cafiero 01

«Una certa trasformazione ci sembra essersi operata nella fisionomia dei personaggi del nostro dramma. L’uomo del denaro prende la precedenza e, in qualità  di capitalista, cammina per il primo; il possessore della forza lavoro gli tien dietro, come lavoratore che gli appartiene; quegli, dallo sguardo furbo e dall’aspetto altero e affaccendato; questi, timido, esitante, restio, come chi, avendo portata la sua propria pelle al mercato, non può aspettarsi ormai che una sola cosa: essere conciato» (K.Marx). I nostri due personaggi giungono all’opificio, dove il padrone si affretta a mettere il suo operaio al lavoro, consegnandogli 10 chili di bambagia, essendo questi un filatore di cotone. Il lavoro si risolve in un consumo degli elementi che lo compongono; consumo di forza lavoro, consumo della materia del lavoro e consumo dei mezzi del lavoro.

(da: Carlo Cafiero, Compendio de Il Capitale, 1878)

NERO VERDE ROSSO ORO

September 24th, 2017 by Pabuda

NERO VERDE ROSSO ORO

STARNUTI E BUONA EDUCAZIONE

September 23rd, 2017 by Pabuda

Tra i galantuomini, ciascuno di loro mette a punto, nel corso degli anni, un suo proprio personale e dettagliato Galateo. Per esempio, il Pabuda (cito lui non tanto per gloriarmene – anche se… – ma, più che altro, perché è l’esemplare di galantuomo ben conservato e funzionante che conosco meglio in assoluto). Il Pabuda, dicevo, per esempio, in base alla sua sconfinata esperienza di vita, non grida mai “Salute!” quando sente qualcuno starnutare (o, più volgarmente, “starnutire” o   “sternutire”). Non lo fa perché si   MASK 01 (309N09225_757qc)tratterebbe d’una ben maleducata intrusione in intime faccende altrui – goffamente mascherata da gesto empatico, da presunto generoso interessamento per le condizioni dell’apparato respiratorio del prossimo -. Ma, soprattutto, non lo fa perché è ben consapevole che centinaia di migliaia (forse milioni?) di sfortunati soggetti raffreddati ai quattro angoli del pianeta, nel tentativo di rispondere “Grazie!” mentre erano ancora scossi dal tumulto d’una raffica di starnuti incontrollabile, si sono strozzati, soffocati, finendo per restituire l’anima al Creatore. Poi non dite che nessuno ve l’aveva detto…

LINDA PAREJA

September 22nd, 2017 by Pabuda

LINDA PAREJA