AFRICA

July 9th, 2010 by Pabuda

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non è un continente,

semplicemente.

è lungo

discorso,

vecchio morso

oggi rimorso.

filo spinato

e ritorto,

sbiadito ricordo.

ma sarà

erbosa piattaforma di lancio

per voli spaziali

per viaggi intergalattici

senza missili:

s’useranno

fluidi magici

e potentissimi

proiettori di pensieri

cinematografici

POETI MORTI

July 9th, 2010 by Pabuda

molti poeti muoiono

quando l’inchiostro

è prosciugato:

è allora

che si spaventano

si disanimano

e svaniscono.

ci sono altri,

più complicati,

che muoiono ammazzati.

MORTE AL CIRCO

July 9th, 2010 by Pabuda

un po’ preoccupa il suo pubblico

quell’artista performatico

quando si lancia a peso morto,

a ragione o a torto,

giù dal trapezio…

senza curarsi affatto

del risultato fatale

dell’impressionante impatto.

ma alla fine,  la preoccupazione

 muta e paralitica

degli astanti che s’astengono

da qualsiasi intervento

a ben poco serve:

lo spettacolo langue,

l’artista al suolo rantola

in un lago di sangue.

PRIMA VOLTA

July 9th, 2010 by Pabuda

 

un bacio. piccolo.

come per riconoscersi

e un altro:

 ci si è riconosciuti,

con gusto, stupore

e un po’ di timore.

una mano che passa

tra i capelli neri e punk

in segno d’amicizia.

poi un gioco:

a stringersi

senza

soffocare d’emozione,

a misurarsi da capo a piedi

lunghi distesi

e a rotolare

entrambi bellissimi e pallidi,

candidi di gioia e di molte altre virtù.

sotto gli occhi stupefatti rimane un letto,

mezzo disfatto.

 è tiepido e dice tutto.

meglio chiudere quelle porta…

DON JUAN

July 9th, 2010 by Pabuda

qualcosa si sa

anche dell’ Oceano al di qua

riguardo al memorabile Don Juan.

Gran Dottore di tutti motori

che rappezzava senza ricambi originali

ma solo con originalissime invenzioni

che facevano di lui il grande artista

della meccanica arlecchinesca.

chissà se ha saputo

che la sua arte anche qui è risaputa.

forse è meglio non fargliene menzione

in questo frangente di gran confusione.

di Don Juan son note anche le grandi mani

e certi sguardi furbetti

di quegli occhietti

che ne han visti tanti

di veri e finti cambiamenti.

ora indugia e si confonde di fronte

al più vero e falso bivio che a un meccanico

possa capitare.

qualunque sia la scelta, comunque vada

ai suoi motori toccherà azzannar la strada

e a noi rimbomberanno sempre i tuoni

dei suoi amorevoli cilindri e pistoni

CAMBIO

July 7th, 2010 by Pabuda

c’è molta ideologia

in questo vecchio amore.

c’è molta tristezza

in questa passione

che chiama, che tortura,

che commuove.

troppa ansia

in tutti questi

stramaledetti

amuleti, riti.

è l’ora di cercare

un amore nuovo.

anche in prestito

NENIA IRLANDESE

July 7th, 2010 by Pabuda

 in Irlanda

ci stanno i cattolici

e un gran numero di parroci,

distese di prati

di pecore grasse costellati

e, ciononostante,

è secolare la fame,

la voglia d’emigrare

e l’odio per la corona d’Inghilterra.

le città son disastrate in quella terra

e, forse, proprio per tutte queste ragioni

quei luoghi son ribollenti

d’ottima birra e di musiche eccellenti

ROXI

July 7th, 2010 by Pabuda

Roxi vince sempre,

mi dice.

è una combattente,

ma senza corazza.

a dire il vero…

non indossa quasi niente:

proprio il minimo

per non farsi arrestare:

qualche

centimetro quadro

di tessuto,

giusto giusto

per farsi ammirare

quando sculetta

con piglio sensual-marziale

su e giù per il viale

distribuendo a destra e a manca

senza pregiudizi né complessi

ad ambo i sessi

quel tanto che basta a scatenare

innumerevoli insurrezioni ormonali.

a volte, persone prive di buon gusto,

disapprovano.

altre, prive di tatto, invece, ci provano,

ma Roxi prosegue imperterrita

a fare le sue vasche

manco fosse una danza di guerra.

Roxi lo sa: di donne come lei ce n’è una sola sulla terra.

NON VERRÒ

July 6th, 2010 by Pabuda

alla fine,

non verrò a trovarti,

per quanto abbia già

 studiato

i sentieri per raggiungerti:

non verrò a carezzarti le antenne

né a mostrarti i miei cristalli.

niente giochi: non c’è tempo,

né discorsi in esperanto, né codici coranici.

agente Erre del servizio segreto lunatico,

dovrai fare a meno  delle mie informazioni

 e a me rimarrà una gran sete.

ma domani, prometto,

ti trasmetterò, in verde e in blu,

 divertenti impulsi a distanza.

THE BLACK ROSE AND THE UNFINISHED REVOLUTION

July 4th, 2010 by Pabuda

 

Rosa Parks

ai padroni

dell’Amerika

ha fatto più paura

del barbuto Carlo Marx.

Novantaduenne, la rosa nera

ora se ne va ma resta.

minuta

nel suo modesto cappottino

ma risoluta e fiera,

prima impaurita

poi leonessa coraggiosa

Rosa

quel giorno che disse quel  “no!”

che serbava in gola da una vita

comiciò una rivoluzione

che ancora non è finita

come tutte

le nostre rose,

la rosa rossa

la rosa bianca

la rosa nera…

non le portiamo all’occhiello

ma nel cuore della lotta che continua

piantate

nel cervello

più profumate che mai

continuano a rifiorire

con petali

vellutati

e carnosi

come i nostri

pensieri

sommessamente

rivoltosi