E ADESSO?

August 31st, 2017 by Pabuda

E ADESSO-

IL CIMITERO DEI VIVI

August 30th, 2017 by Pabuda

Le carceri italiane rappresentano l’esplicazione della vendetta sociale nella forma più atroce che si sia mai avuta: noi crediamo di aver abolita la tortura, e i nostri reclusori sono essi stessi un sistema di tortura la più raffinata; noi ci vantiamo di aver cancellato la pena di morte dal codice penale comune, e la pena di morte che ammanniscono a goccia a goccia le nostre galere è meno pietosa di quella che era data per mano del carnefice; – noi ci gonfiamo le gote a parlare di emenda dei colpevoli, e le nostre carceri sono fabbriche di delinquenti, o scuole di perfezionamento dei malfattori.”   Beatrice Cenci (Guido Reni)

Queste sono parole di Filippo Turati: le pronunciò alla Camera dei Deputati il 18 marzo 1904, in un discorso memorabile, che poi fu pubblicato in opuscolo sotto il titolo Il cimitero dei vivi. Le carceri italiane, cimitero dei vivi; erano così cinquant’anni fa, sono così oggi, quasi immutate. Alla fine di quel discorso il Turati, dopo aver descritto quelle prigioni che egli stesso, pochi anni prima, aveva esperimentate come recluso politico, si diceva sicuro che «i nostri figli, ne ho la convinzione, ricordando l’attuale sistema carcerario italiano, lo considereranno con quello stesso senso di orrore con cui noi guardiamo, quando andiamo in Castel Sant’Angelo, il carcere di Beatrice Cenci e le altre segrete del Medioevo …». Era troppo ottimista: i figli sono cresciuti, sono cresciuti i nipoti; ma il nostro sistema carcerario medievale è rimasto com’era. Anzi, sotto qualche aspetto,  è peggiorato; (…) perchè il passaggio del ventennio fascista ha deliberatamente portato nella disciplina dei reclusori, colla riforma della legislazione penale e dei regolamenti carcerari, un soffio di gelida crudeltà  burocratica e autoritaria, che senz’accorgersene sopravvive al fascismo.

(…) E tuttavia, anche se la condizione delle carceri è ricaduta a quella che era mezzo secolo fa, vi è oggi nella vita pubblica italiana un elemento nuovo, che potrebbe essere decisivo per una fondamentale riforma di esse. Se nel 1904 gli uomini politici che avessero esperienza della prigionia si potevano contare nella Camera italiana sulle dita di una mano, oggi nel Parlamento della Repubblica essi sono certamente centinaia; solo nel Senato siedono diverse diecine di senatori di diritto che hanno scontato più di cinque anni di reclusione per condanna del Tribunale speciale. Mai come ora è stata presente nella nostra vita parlamentare la cupa esperienza dolorante della prigionia vissuta; se neanche questa volta si facesse qualcosa per cominciare a portare un po’ di luce di umanità  nel buio delle carceri, non si potrebbe addurre questa volta la comoda scusa burocratica della mancanza di precise informazioni!

Nel 1904 Filippo Turati propose una commissione di inchiesta: «se volete una commissione efficace in questa materia non la dovete comporre di consiglieri di Stato o di eccellenti burocrati, pieni di esperienza legislativa o regolamentare, ma dovete cercare delle forze vive, degli apostoli veri, che abbiano il coraggio di squarciare i veli, di mettere a nudo tutte le vergogne del nostro sistema carcerario». Ma il ministro del tempo si oppose alla proposta; gli pareva una menomazione della sua autorità  di governo. Una inchiesta analoga è stata nuovamente proposta nel 1948. Questa volta la proposta, sia pure in una forma un po’ attenuata, è stata accolta da un guardasigilli di più largo ed umano respiro. La nomina di una commissione è stata promessa: essa potrà  avere il vanto di esser composta in gran parte di deputati e di senatori ex reclusi, che quando andranno a visitare le prigioni vi ritroveranno sulla soglia l’ombra del loro dolore e la guida scaltrita della loro consapevolezza. Intanto, in attesa che la promessa sia mantenuta, si cominciano a radunare in questo fascicolo le testimonianze di coloro che hanno sofferto questi inumani orrori: che son motivo di fierezza per chi ora può ricordare vivo d’averli affrontati in difesa d’un’idea; ma che sarebbero, per quel governo che conoscendoli continuasse d’ora innanzi a non far nulla per portarvi rimedio, motivo di infamia.

(da: Piero Calamandrei, Introduzione al fascicolo “Bisogna aver visto” della rivista Il Ponte, anno 1949)

 

NON CONFESSARE

August 30th, 2017 by Pabuda

Bisogna persuadersi che fra le libertà  essenziali e fondamentali della persona umana vi è la libertà  di non confessare, la libertà  di mantenere il segreto della propria coscienza. Se  calamandrei davanti al MICROFONOesiste, consacrato in un articolo della Costituzione, il rispetto del segreto epistolare e telegrafico, se esiste l’inviolabilità  del domicilio, deve esistere, a maggior ragione, l’inviolabilità  di questo rifugio spirituale che ciascuno di noi chiude dentro di sé e del quale soltanto la libera volontà  può aprire le porte; ogni metodo volto a coartare questa volontà , a indebolirla con farmaci o con ipnotici per indurla ad aprire i suoi segreti, anche se si tratta del così detto “siero della verità” o di altri metodi scientifici adoperati dalle polizie moderne organizzate meglio della nostra, tutto questo è un’offesa e un tradimento alla persona umana, alla quale bisogna ribellarsi. Anche l’imputato è un uomo, e forse è un innocente: l’unico metodo per indurre un uomo a rivelar quello che ha nella coscienza e a confessar le sue colpe è quello di persuaderlo col ragionamento; ma se non vuole confessare, egli ha diritto di non volere: egli ha questa libertà  del segreto, che forse è la più sacra e la più intima delle libertà  del cittadino.

(da: discorso di Piero Calamandrei alla camera dei deputati, seduta del 27 ottobre 1948, riguardo a L’inchiesta sulle carceri e sulla tortura; riportato nel fascicolo Bisogna aver visto della rivista Il Ponte, anno 1949)

PAROSSISMI

August 29th, 2017 by Pabuda

Caro mio, «l’indagine dei parossismi costringe a confrontarsi con l’essenziale, solitamente nascosto», – disse Lucien senza alzare gli occhi e seguendo col dito una colonna dell’elenco. Marc, che era intellettualmente onesto, rifletté seriamente su quella frase. E ciò lo fece vacillare. Si domandò in che misura la sua tendenza a lavorare sulla vita quotidiana del Medioevo piuttosto che sulle scosse  PER I PAROSSISMIparossistiche poteva allontanarlo dall’essenziale nascosto. Finora aveva sempre pensato che le piccole cose si manifestassero appieno soltanto attraverso le grandi e viceversa, nella Storia come nella vita. Stava cominciando a considerare le crisi religiose e le epidemie fulminanti da un nuovo punto di vista.

(da: Fred Vargas, Chi è morto alzi la mano; I tre evangelisti, Einaudi, pag. 182)

SPAZIO PUBBLICITARIO

August 29th, 2017 by Pabuda

SPAZIO PUBBLICITARIO

OGNI PENSIERO VOLA…

August 27th, 2017 by Pabuda

OGNI PENSIERO VOLA

GRAN

August 27th, 2017 by Pabuda

sul balcone, dalla terra   GRAN PIRULO 03

morbida e scura

d’un piccolo vaso

vien su

una specie di ortaggio,

vien su storto

un aggeggio, un coso:

apparentemente

cresce in fretta:

a occhio,

lo misuriamo:

giorno, per giorno

sigaretta dopo sigaretta.

oggi s’è provato

di fotografarlo

ma s’è acceso il led

color incendio

della macchinetta

ed è comparsa

una scritta intermittente

dentro il dispositivo,

proprio sopra la lente:

in lingua giapponese

elementare,

a tutti comprensibile,

diceva:

“ragazzi, ci spiace,

ma questa inquadratura

è letteralmente impossibile”.

la faccenda m’ha incuriosito

oltre misura

così, ho cercato informazioni

su quella malapianta strana

per una notte intera.

sull’enciclopaedia britannica,

dopo ore di ricerche, paragoni

e confronti,

ho trovato un disegno a china

del seicento

che ritraeva un vegetale

al nostro del tutto somigliante:

un commento

molto più recente

(azzardo: tardo-novecentesco)

più o meno diceva:

“pianta moderatamente

pericolosa.

forse a causa dell’estrema timidezza,

reagisce a qualsiasi tentativo

di ritrarla:

in modi inattesi

e un con effetti sull’ambiente

circostante

pressoché inspiegabili”.

curiosamente, è catalogata

nell’archivio-inventario mondiale

delle piante e delle sementi

soltanto

col suo nome (davvero) volgare:

il “Gran Pirulo”.

 

(foto di Yoko Dim)

NON SI PUÒ VIVERE SENZA

August 26th, 2017 by Pabuda

NON SI PUO' VIVERE SENZA

LA MADONNA… UN GIGANTE DEL JAZZ!

August 26th, 2017 by Pabuda

LA MADONNA UN GIGANTE DEL JAZZ

SONATINA PER SIDNEY B.

August 26th, 2017 by Pabuda

SONATINA PER SIDNEY B.