UN UNICUM

(…) Il caso romeno rappresenta un unicum nel panorama dei paesi comunisti nella loro difficile transizione verso il libero mercato. La Romania, infatti, è stato l’unico paese d’oltrecortina che, nel contesto della disgregazione dei regimi comunisti sul finire degli anni Ottanta, ha patito un rovesciamento violento del proprio CEAUSESCU INCAZZATOregime, al contrario degli altri paesi del blocco sovietico che hanno conosciuto una transizione verso la democrazia in modo più o meno pacifico. La rivoluzione che imperversò in Romania sul finire del dicembre 1989, ben lungi dall’essere solo una serie di disordinate proteste di piazza, ebbe successo grazie alla concomitanza di alcuni fattori che portarono le prime e sparute manifestazioni di dissenso verso un epilogo sempre più drammatico e violento. L’analisi dei fatti che interessarono la Romania nella sua difficile transizione verso la democrazia sono stati oggetto di approfonditi studi da parte di storici e giornalisti, soprattutto francesi e americani, mentre in Italia non è tuttora facile trovare documentazione specifica sul caso romeno e, più in generale, sulla figura di Nicolae Ceausescu, il dittatore che condizionò la Romania, nel bene o nel male, per almeno un quarto di lustro. Conoscere e capire i fatti del dicembre 1989 è indispensabile per comprendere la realtà attuale di questo paese.

 (da: Mauro Proni, La Romania di Ceausescu e i giorni della rivoluzione romena, in: East Journal Magazine n° 3, marzo 2012 pag. 50)

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