DAI TETTI

July 16th, 2016 by Pabuda

sono decine di migliaia

i gatti DAI TETTI

sui tetti di Parigi

di Londra e di Lisbona:

ne vedono troppe,

proprio

troppe ne vedono

e ne sentono:

di cotte e di crude,

o di noiosissime.

dalle finestre, dai bovindo,

dietro le tende

appena scostate,

dai lucernari, dai balconi

dalle vetrate, dalle soffitte,

dalle prese d’aria e dai solai:

scene ripetitive di famiglia,

eccezionali baraonde

e normali ammazzamenti:

trionfi e vergogne dell’impero,

lussurie e spassi invitanti

e pianti, tanti.

stanze vuote dove non succede

niente,

corridoi fitti fitti

di contabili –

clandestini o regolari –

piegati

sulle loro macchine,

per i conti dei quattrini.

riunioni segrete di sediziosi

e sovversivi,

chiacchiere politiche

e sportive

di finanzieri, monopolisti

o normalissimi scalzacani

e poveri cristi

nostalgie di forca e ghigliottina

la sera

e di spedizioni coloniali

la mattina.

da certi palazzi filtrano

pure brandelli di discorsi

su terrori da procurare

alla massa già impaurita,

per abitudine.

adesso

due o tre di questi gatti

sarebbero pure disposti

a raccontare,

se solo trovassero

un onesto inviato di giornale.

con gli sbirri no:

questi gatti con gli sbirri

preferiscono

non avere a che fare.

GLI SBIRRI CAMBIANO (GRAZIE AL JAZZ)?

December 3rd, 2013 by Pabuda

POLIZIOTTI CHE PICCHIANO X SBIRRI CAMBIANOscena sgranata in bianco e nero:

sembra un vecchio film,

un cattivissimo hard boiled,

ma è un fottuto sfratto tutto vero:

la sbirraglia incalza

Charlie Mingus colla figlioletta

per tirarli fuori dallo studio

– ch’è un pieno magazzino polveroso –

e gettarli in strada in tutta fretta.

su un camion caricano anche tre

vecchi vestiti, degli scatoloni di spartiti,

un po’ di settantotto giri e dei trentatrè,

pezzi di corda, giochi,
stracci, un fucile e il contrabbassone

poderoso e screpolato

come il suo padrone.

..

scena a colori (valanghe di pixel):

due file di garbatissimi sbirri

colla divisa della festa

regolano l’accesso ordinato

del pubblico anzianotto

alla New York Town Hall

per la prima mondiale di Epitaph:

uno sbirro giovane

spinge una vecchietta in sedia a rotelle.

la vedo sorridere proprio in questo momento

e ci scommetterei:

lo sbirretto manco immagina:

lei faceva parte
dell’ala tostissima

del movimento:

leggermente più a sinistra delle Pantere:

senza giustizia niente pace.

viene da sorridere anche a me e il mio sorriso

mi piace.