ALMENO RACCONTATELA A TUTTI

«Ho visto che il monumento non è ancora stato costruito, avvocato. Cos’è successo?»                GABBIA D'ORO SHIBRIN EBADI

Le raccontai in breve le peripezie degli ultimi mesi che avevano indotto me e Behnaz a rinunciare di comune accordo.

«Figuriamoci se ce lo lasciavano costruire. Sarebbe stato come risarcire l’ingiustizia commessa» commentò Parì sarcastica. «Sempre che sia possibile risarcire una mostruosità del genere». Quelle parole mi illuminarono. Mi ricordai una frase famosa del sociologo Alì Shariati, uno dei principali teorici dell’Islam, morto in Iran in circostanze misteriose un anno prima della Rivoluzione islamica. Tanto tempo prima aveva detto: «Se non potete eliminare l’ingiustizia, almeno raccontatela a tutti».

A noi non era permesso costruire un monumento in memoria di Javad e di chi, come lui, era stato vittima del regime. Tanto meno potevamo onorare tutte le famiglie spezzate, dilaniate, distrutte dall’odio politico portato come un vento malefico dalla Rivoluzione. Ma potevamo almeno raccontare a tutti la loro storia, così tragica da accomunare un intero Paese. Proposi a Parì di scriverla: avrei fatto in modo di portarla alla luce, a costo di doverla mandare tutta per fax all’Onu.

Parì mi guardò a lungo, in silenzio. Poi mi sorrise

«Sarei molto felice se lo facessi. A una condizione: non devi parlare solo di Javad, racconta anche la storia di Abbas e Alì. Sono anche loro in qualche modo vittime della stessa ingiustizia. Mi piacerebbe che i loro destini si riunissero, almeno in un libro».

 

 

Shirin Ebadi, La gabbia d’oro, RCS Libri 2008, pag. 219

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